Scopri il mondo artistico con DSPR COLLECTIVE
DSPR COLLECTIVE è un collettivo che promuove l’arte diasporica e gli artisti di seconda generazione attraverso riviste, interviste, saggi e iniziative culturali. La piattaforma si impegna a valorizzare le prospettive non eurocentriche, creando uno spazio di dialogo e consapevolezza.
Il nome
Il nome nasce dall’intento di creare un collettivo artistico diasporico, secondo cui intendo la dispersione delle popolazioni che comunque mantengono un contatto con il loro luogo d’origine.
Gli obiettivi
1- Pubblicare mensilmente una rivista dedicata ad un artista di seconda generazione, con all’interno la sua arte, riflessioni dell’artista e interventi esterni su questioni contemporanee.
2- Diventare uno spazio di ricerca e approfondimento.
3- Realizzare eventi culturali, mostre, talk e workshop.
La mission
il collettivo mira a dare visibilità alle voci e alle sensibilità degli artisti. Il tema della decolonizzazione ha bisogno do essere maggiormente approfondito e penso che attraverso l’arte e le narrazioni in prima persona, questo sia possibile. DSPR COLLECTIVE vuole dimostrare di poter essere uno spazio di cura, di risonanza interculturale, di giustizia simbolica e di partecipazione sociale, superando i modelli eurocentrici e universali verso pratiche realmente inclusive.
La filosofia
Attraverso la riflessione sulle memorie rimosse e sulle relazioni di potere neocoloniali, il collettivo porta avanti di una visione Afro Futurista – secondo il concetto di Cristina Diop- secondo cui i saperi autoctoni uniti ai saperi cosmopoliti smascherano la violenza simbolica ancora presenti nel mondo artistico e nelle dinamiche culturali.
Attraverso la collaborazione con le diaspore, è possibile riaffermare una parte di storia che non è stata presa in considerazione.
ALICE
Sono nata nel 2003, e mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel settembre del 2025. Con la stesura della tesi, che trattava la tematica della decolonizzazione museale, ho voluto approfondire questa tematica. Non solo per sensibilità personale, essendo di seconda generazione, ma anche perché sentivo che mancasse in Italia una rappresentazione su questo argomento. Attualmente frequento un master in Mediazione Transculturale presso Murate Art District.

